Geometria Sacra

Simboli Geometria Sacra Significato

La geometria sacra è un insieme di rapporti e formule che permettono all'uomo di rimanere in contatto con tutte le emanazioni energetiche che giungono costantemente dal cosmo. La geometria sacra, era conosciuta già nei tempi più antichi e la si ritrova nei santuari dedicati a Iside, nei tabernacoli di Geova degli ebrei, nelle moschee e nelle chiese cristiane (oggi tali conoscenze non sono più applicate e infatti si è perso molto dell'interazione tra uomo e divinità).

La geometria sacra è l'immagine della struttura del cosmo e può essere utilizzata come lettura simbolica rappresentativa dell'universo. E' presente in ogni cosa e nell'armonia geometrica di ogni struttura si ritrova la proporzione evolutiva di ogni elemento dell'universo, di cui rappresenta la verità trascendentale. Con la geometria, l'architettura sacra esprime i concetti più complessi per trasmetterli, chi non è iniziato, non può comprenderli. L'iniziato, per contro, li pecepisce e li legge utilizzandoli per la comprensione dei messaggi.

Nella Grande Piramide tutte le misure sono rapportate al cubito sacro, che è pari a 0,63566 (esattamente la milionesima parte del raggio polare terrestre, che fu misurato scientificamente soltanto nel secolo scorso). Da quella egizia discende la geometria sacra dei greci: uno dei simboli da loro utilizzati fu la "vescica piscis", figura che ritroviamo in moltissime culture posteriori, come quella cristiana e in molte culture orientali.

simbolo viscica piscis significato

La vescica piscis si ottiene combinando due cerchi in modo che formino un rombo regolare che fa nascere il triangolo isoscele utilizzato in tutti i poliedri studiati da Platone:

solidi platonicigeometria sacra

* il tetraedro (una piramide a quattro facce formate da triangoli equilateri), che rappresentano l'elemento fuoco;
* l'ottaedro (un volume a otto facce formate da triangoli equilateri, come due piramidi contrapposte), che simboleggia l'aria;
* l'icosaedro (un volume a dodici facce formate da pentagoni regolari) che rappresenta l'acqua;
* il cubo (sei facce quadrate) che rappresenta la terra;
* il dodecaedro le cui dodici facce sono triangoli equilateri, che rappresentano l'universo o l'etere.

Sia gli egizi che i greci, ma poi anche tutti coloro che avrebbero utilizzato nei tempi l'architettura sacra, usavano la sezione aurea. Tutti gli edifici sacri dividevano lo spazio per mezzo dei "rettangoli radicali" che venivano ottenuti dalla radice quadrata dei numeri: il rettangolo della radice quadrata di 1 è un quadrato di lato 1, quello di radice è un rettangono il cui lato minore è 1 e per lato più lungo ha la diagonale del quadrato di 1; quello di radice 3 ha il lato corto uguale a 1, mentre il lato lungo è la diagonale del rettangolo precedente, quello di radice quadrata di 2; e così via fino alla radice di 5.

Questi rettangoli venivano chiamati dinamici, in contrapposizione a quelli statici, che erano formati da rapporti in cui i lati erano i numeri interi (come 3 e 2, 5 e 4, 8 e 5). I rettangoli che hanno il rapporto radice quadrata di 5+1 sono funzione della sezione aurea. Un classico esempio è il Partenone, in cui ogni parte del tempio è il prodotto di questa proporzione divina e del rapporto con le dimensioni della terra, per questo il Partenone è il luogo dove, con grande facilità, l'uomo si avvicinava all'armonia cosmica e quindi a Dio.

Platone diceva che l'espressione dell'armonia dell'universo era rappresentata da sette numeri: 1,2,3,4,8,9 e 27. Soleva porre questi numeri su due rette che rappresentavano la lettera greca Lambda, secondo queste sequenze: 1 -2 -4 8 e 1 - 3 - 9 - 27. Questi numeri racchiudono i misteri del micro e del macro cosmo, per questo sonno i più adatti a essere utilizzati nell'archittetura sacra. Anche nel lambda troviamo il numero 7, come sette sono i pianeti sacri, i colori e le note musicali, che Orfeo usava far risuonare dalla sua lira a sette corde (l'eptacordo), affinché queste vibrazioni facessero commuovere gli uomini, gli dei e anche le pietre.

Tutte le costruzioni, qualunque esse fossero, tenevano conto di questa geometria sacra diventando casse di risonanza delle vibrazioni della terra. Intorno all'anno Mille, sull'onda dei grandi pellegrinaggi, si cominciarono a costruire chiese studiate e calcolate in funzione di parametri sacri della geometria che condussero gli uomini, dal periodo oscurantista che aveva appena attraversato, a un momento di grande spiritualità.

Unendo la perfezione delle forme geometriche con la scelta oculata del posizionamento sul terreno, con l'orientamento in funzione delle stelle o dei momenti cosmici, con l'attuazione delle regole della geometria sacra, con le proporzioni e con il simbolismo, i costruttori delle cattedrali medioevali tentarono di riunire l'uomo a dio. Il Palladio fu uno dei maggiori assertori della geometria sacra del Rinascimento. Per gli ambienti suggeriva sette forme mistiche: il cerchio, il quadrato, il rettangolo radicale di 2, il quadrato e un terzo, il quadrato e mezzo, il quadrato e due terzi e il doppio quadrato.

Le armonie che derivavano dalla musica erano ritenute l'espressione terrena dell'Armonia divina che Dio aveva emesso nell'atto della creazione e, secondo le leggi di questa armonia, il tempio veniva interpretato simbolicamente come corpo dell'uomo e corpo dell'universo. Per questo la musica usata nelle cattedrali risuonava a tal punto (come quella Gregoriana) che tutta la costruzione portava l'uomo a elevare il proprio stato di coscienza. Il discorso non termina qui ma mi devo fermare perché mi rendo conto che il discorso sulla geometria sacra sia ostico per chi non ha le basi simbolico-matematiche adatte a comprenderne tutti i risvolti. Spero che ciò che avete trovato qui sia stato di vostro interesse.

 

 

 

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