La pietra filosofale

La pietra filosofale simbolismo e significato

La pietra filosofale significato alchemico

Pietra filosofale significato

Cosa era la pietra filosofale tanto famosa nei miti alchemici e a cosa serviva? ormai sono passati centinaia di documentari, da trent'anni a questa parte, che hanno presentato, parlato, cercato di spiegare l'alchimia antica, le sue prospettive, a cosa servisse e molto altro ancora. tra le varie tematiche e simboli inerenti l'alchimia c'è senz'altro la pietra filosofale, con le sue promesse di vita eterna e guarigione da ogni malattia, oltre naturalmente il potere di trasformare qualsiasi metallo in oro. Ma cosa rappresenta in realtà questa pietra degli alchimisti e soprattutto esisteva realmente?

Nonostante ci siano arrivate storie di alcuni alchimisti che riuscirono a creare questa misteriosa pietra, non ci sono prove a riguardo, quindi personalmente, la tratterò solamente dal punto di vista simbolico, poiché esisteva nella pratica alchemica, la divisione tra alchimia pratica, quella che usava cucurbite, storte, forni e altri mezzi fisici per creare nuove sostanze che dovevano possedere poteri eccezionali in qualche ambito sociale, mentre esisteva anche l'alchimia spirituale, che invece non abbisognava di nessun mezzo fisico ma unicamente della mente dell'alchimista che cercava di mutare elevandolo il proprio Sè Superiore, così da distaccarsi dalla necessità di doversi incarnare nuovamente o avere la possibilità di decidere quando, come e con chi farlo, magari per portare avanti un progetto non ultimato nella vita precedente.

Pietra filosofale produzione alchemica

Pietra Filosofale V.I.T.R.I.O.L.

La tecnica che permette di reincarnarsi secondo la propria volontà è antichissima ma solo pochi la conoscono e ancora meno la possono portare a termine, possiamo paragonarla allo scopo principale dell'alchimia interiore cinese che mediante tecniche ascetiche e meditative, oltre a uno stile di vita particolare, riusciva a portare il ricercatore fino allo scopo ultimo di staccarsi dalla materia per elevare il proprio essere e riuscire, quindi, a ritornare nella materia a proprio piacimento senza perdere la memoria delle cose apprese nella vita appena lasciata. Ma vediamo un attimo di cosa si parla, per ricercare questa pietra che altro non è che un simbolo.

Voglio iniziare dicendo che qualsiasi informazione che abbia a che fare con le sostanzze chimiche viene dato solo come informazione culturale, non mi prendo nessuna responsabilità riguardo a danni eventuali a cose o persone. Non si assicurano risultati di nessun tipo ma si avverte che solo le persone correttamente preparate e che conoscono le reazioni chimiche possono aver a che fare con le reazioni chimiche. Quindi fate molta attenzione.

La caratteristica basilare della via che F.G. Ripel propone nel suo llibro "Il segreto della pietra filosofale" per ottenere la pietra filosofale è la semplicità assoluta delle operazioni, l'indicazione chiara della Materia Prima e, nella maggior parte dei casi, la sostituzione del fornello con una serie di dinamizzazioni (succussioni). Le operazioni iniziali partono dall'uso di due sostanze diverse: l'olivina, ossia silicato di ferro e magnesio (è una pietra preziosa), e la galattite (steatite, chiamato anche talco), silicato idrato di magnesio (un talco identico al gesso da sartoria).

A queste due sostanze era aggiunto un solvente, l'acido cloridrico. Per evitare problemi eviterò di descrivere il procedimento fisico: in definitiva l'operazione constatava di una sublimazione del materiale preparato accuratamente dall'alchimista, per poi passare i tre stadi della purificazione che servivano a liberare la materia pura da quella impura secondo passaggi ben precisi. Questi passaggi si chiamavano Opera al Nero, Opera al Bianco e Opera al Rosso, nella quale la materia aveva raggiunto lo stadio di purezza adeguato e la pietra filosofale era stata creata.

Devo subito dire che non spiegherò tutto il simbolismo della pietra in esame perché avrei bisogno di maggiore spazio per poterlko fare approfonditamente, ma questo è un sito sui simboli non espressamente di alchimia: la pietra veniva ottenuta per poter poi, assumendola interiormente, vivere eternamente, almeno finché si fosse riusciti ad averne a sufficienza. La vita eterna è collegata alla memoria, così come la materia è la memoria stessa della terra. Ogni cosa riceve una impronta energetica che si spezzetta e si riproduce in eterno, come dice la legge fisica "nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma": alcune storie che narrano di soggetti che presero un pò di pietra filosofale per ringiovanire, descrivono alcuni giorni nei quali i denti e i capelli cadevano per essere rimpiazzati da nuovi, nonostante si sappia che i denti di un adulto una volta caduti non ricrescono..

In verità la pietra era multicolore, che simbolicamente si identifica con il dio Mercurio, anch'esso con caratteristiche cangianti e multicolori, entrambi indicanti la mente, le qualità cerebrali, la conoscenza. La conoscenza da il potere di ringiovanire, la conoscenza consente all'alchimista di lasciare i carichi mentali negativi per poter accedere all'eternità come un giovincello, infatti, se si considera la realtà delle cose, si può essere giovani dentro pur avendo una età molto avanzata.

La pietra filosofale aveva il potere di guarire ogni malattia, perché ogni malattia viene generata direttamente o indirettamente dalla mente stessa del malato, così come asserito anche da molti altri ricercatori che con l'alchimia avevano poco o niente, basti ricordare Bach che utilizzò il sistema mediante il quale con un veleno depotenziato, si poteva guarire un avvelenato, creando le cure con rimedi omeopatici che non sono altro se non veleni o sostanze depotenziate che generano la malattia, talmente diluite da non risultare più materialmente riscontrabili nel liquido di sospensione, che hanno quindi lo stesso effetto di un siero anti veleno.

La pietra filosofale, se potessimo averne un pò (sebbene continui a dire che non esiste a livello materiale) si presenterebbe per lo più come una polvere cristallina di colore vario, ma soprattutto rosso rubino, in grado di agire come un vero e proprio catalizzatore che trasforma la natura degli elementi. La sua rappresentazione, formato dall'accostamento e dalla sovrapposizione di due triangoli equilateri rovesciati l'uno rispetto all'altro. Essi indicano i quattro elementi: terra e acqua il triangolo con lapunta verso il basso, fuoco e aria quello con la punta verso l'alto. La pietra filosofale non è probabilemente una sostanza o meglio non è solo questo: essa è innanzitutto un processo di interazione tra più entità (fisiche, spirituali ed energetiche) e la polvere cristallina non sarebbe altro che la memoria energetica e informativa del processo, una specie di enzima inorganico ma con capacità che si potrebbero definire "vitali".

 

 

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