I 5 pilastri dell'Islam

Su cosa si fonda l'Islam

Il Corano è il libro della fede e della legge che fissa perentoriamente i confini oltre i quali il credente e fedele non deve andare per non trasgredire la "parola di Allah", fissando in cinque pilastri fondanti la sua credibilità e guida:

1- La testimonianza di fede nell'Islam con l'affermazione "Non c'è altro Dio fuorché Dio e Muhammad è il suo Profeta" (Shahada);
2- Le cinque preghiere quotidiane (Salat);
3- L’elemosina obbligatoria (Zakat);
4- Il digiuno del mese di Ramadan (Sawm);
5- Il pellegrinaggio alla Sacra Casa cioè a La Mecca (Hajj).

Devo dire che molte delle regole riportate nell'Islam erano da intendersi più come regole di igiene che, in una posizione globale come quella dove si sviuppò, evitava per quanto possibile le malattie, come per esempio il non mangiare carne di maiale perché, essendo questa carne grassa, con il caldo era la prima a "guastarsi" causando problemi di salute. Il fatto di non usare mai la mano sinistra per fare le cose perché ci si riferisce a lei come "mano maligna" non riguarda il fatto che questa mano sia diretta da Satana (entità riconosciuta anche dall'Islam) ma perché in quelle regioni, ci si pulisce dopo aver defecato e per questo motivo non bisogna mai usarla per toccare cibo, acqua di cui ci si nutre o per stringere la mano a qualcuno, ma la credulità delle popolazioni tutt'ora esistenti non capisce questo, pensando che la sinistra sia maligna per motivi spirituali e non pratici... anche la religione cattolica tendeva a bacchettare la mano sinistra dei bambini che, sfortunati, erano nati mancini, adducendo le stesse menate mentali e causando piccoli traumi psicologici in menti giovani non ancora sviluppate, come accadde anche a mia madre che studiò dalle suore...

La Shanada testimonianza di fede

La shanada viene solitamente posta al di sopra della maestà delle entrate ai luoghi deputati alla preghiera o i palazzi antichi anche di carattere politico, la figura che segue riporta la scritta posta sulla porta ottomana di Topkapi a Instambul: "Non vi è alcun Dio al di fuori di Dio e Muhammad è il suo Profeta."


Una semplice formula che tutti i fedeli pronunciano, in arabo la prima parte suona così la Ilaha illa'Llah che significa "non c'è altro Dio al di fuori di Allah" mentre la seconda parte della Shahada recita Muhammadun rasulu'Llah che significa "Muhammad (Maometto) è il messaggero di Dio."

Salat o preghiera

E’ un insieme di gesti rituali, movimenti e posizioni del corpo, accompagnati da formule religiose, ripetuti cinque volte al giorno, in direzione della Mecca o l'Est e preceduti da una purificazione simbolica (si lavano le mani e le braccia fino al gomito, i piedi fino al malleolo, si sciacqua la bocca e si bagna la testa, diciamo come avrebbe fatto forse un cristiano nell'antichità mentre ora si limita a bagnarsi la fronte con il segno della croce dopo essersi bagnati la mano destra nell'acquasantiera posta all'entrata delle chiese).

Tutto ciò viene eseguito, di norma, nella moschea, in particolare al venerdì a mezzogiorno (il venerdì è il giorno festivo per i musulmani), qualora non sia possibile trovarsi in una moschea, il rituale della preghiera viene comunque rispettato ed eseguito, a capo scoperto ed a piedi scalzi, su un tappeto (che serve a delimitare lo spazio sacro) sempre in direzione della Mecca. Le abluzioni sono il simbolo del ritorno dell'uomo alla primitiva purezza.

Se il credente è a casa sua, sceglie un angolo pulito e prega generalmente su un tappeto anche se nella Moschea la liturgia non cambia, ma le direttive vengono date ad alta voce dall'Imam, la persona che prende le veci del religioso che può essere anche laico quindi non ordinato, il quale come facevano i preti secoli fa, dirigono la preghiera scandendo il tempo dei mmovimenti. Il musulmano può pregare anche in ufficio o per strada o dovunque si trovi. Ognuna delle cinque preghiere è codificata da una liturgia che comprende sia il piano individuale che quello collettivo, sono anche il momento privilegiato del rapporto intimo con Allah, tramite una confessione diretta che non usa terzi personaggi come accade invece nella religione cattolica.

La Zakat o elemosina

La zakat non è soltanto una elemosina, ma è un atto di solidarietà concreta e costante con il resto della comunità, oltre che una purificazione dei beni legalmente acquisiti (anche se c'è da chiedersi perché si debbano "purificare" i beni legalmente acquisiti se sono tali..). All'inizio atto volontario e libero, l'elemosina ha avuto con il tempo e con l'espansione della nazione musulmana una evoluzione verso forme fiscali che si avvicinano alla pratica moderna delle imposte, perdendo anche molto del suo reale significato profondo, come tutte le cose che divengono automatiche. Ogni Musulmano calcola il proprio zakat individualmente, in generale questo implica il pagamento annuale del 2,5% del proprio capitale. E' un pò come la forma ipocrita usata dal cattolicesimo oggi sempre meno praticato, per il solo fine di togliersi un senso di colpa per il fatto di avere molto rispetto ad altri che hanno poco.

Il Sawm o digiuno rituale

Secondo quanto riporta la seconda Sura del Corano, ogni mussulmano in buona salute è obligato a digiunare nel mese del Ramadan, dall'alba al tramonto: questa è una usanza, come dicevo all'inizio, che discende da una forma di igiene fisica poiché Maometto si accorse che i mussulmani mangiavano molte cose che potevano favorire la malattia, per questo mise nel corano questa usanza, così da alleggerire il corpo dalle tossine che poteva aver assorbito nel corso dell'anno, anche se devo dire che un digiuno (non si può bere nemmeno acqua) così pesante, continuando a lavorare, diventa abbastanza pesante per molti, sono sempre meno i mussulmani che, venendo in contatto con la cultura occidentale, evitano di farlo, come ho potuto vedere anche io conoscendo diversi ragazzi mussulmani di origine Africana.

Haji o pellegrinaggio alla Mecca

Il pellegrinaggio annuale alla Mecca - l'Hajj - è un dovere per tutti coloro che siano in grado di adempierlo sia fisicamente, sia economicamente e rappresenta un'opportunità unica di incontro tra individui di diverse nazionalità. Il pellegrinaggio annuale inizia il dodicesimo mese dell'anno islamico (che è lunare, non solare, quindi sia l'Hajj, sia il Ramadan cadono talvolta in estate, talvolta in inverno). L'origine di quest'obbligo affonda nelle tradizioni dell'Arabia pre-islamica. Quando entra nel perimetro sacro, vietato ai non musulmani, il pellegrino si purifica, abbandona i suoi vestiti e indossa un pezzo di stoffa non cucito e sandali, indumenti semplici che cancellano ogni distinzione sociale e culturale, affinché tutti siano uguali davanti ad Allah. I simboli dell’islamismo ancora oggi, sono: un minareto, un fedele inginocchiato su un tappeto rivolto verso la Mecca, la mezzaluna e la stella queste ultime impresse su bandiere, cupole di moschee e anche sulle ambulanze (corrispettivo della Croce Rossa occidentale), la mano di Fatima e l’occhio di Allah.

 

 

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