Pitture di sabbia Navajo

Pitture di sabbia indiani d'America

Le pitture di sabbia dei Navajo sono legate completamente all'arte della medicina, un termine che si riferisce a tutte le forze che hanno un effetto positivo sugli uomini e che possono migliorare i rapporti con gli animali, le piante, i manufatti e l'intera comunità.

Dipinto di sabbia dei navajo

Pittura in sabbia nativi americani Navajo

 

La loro costruzione equivale a una magica ricreazione del mondo e del cosmo in miniatura, che mostra l'equilibrio delle forze dell'universo. Presso i nativi americani, troviamo pitture di sabbia tra i Navajo e i Pueblo, oltre a dipinti sugli scudi di guerra o sulle rocce attraverso tutto il nord America. L'approccio terapeutico combina la spiritualità, l'erboristeria e la magia, nel trattamento di un'ampia setrie di disturbi fisici ed emotivi, dal comune raffreddore alla depressione.

Pittura di sabbia nativi americani

Pittura di sabbia

Come altri antichi sistemi di guarigione, come ad esempio la medicina tradizionale cinese e indiana, la medicina dei Nativi americani ha un approccio olistico che prevede il trattamento del corpo, della mente e dello spirito, poiché la salute dell'individuo è collegata in modo inestricabile all'armonia tra i membri della famiglia e della tribù, l'ambiente fisico e il mondo spirituale. Sebbene vi siano delle varianti negli specifici rituali di guarigione, quattro pratiche sono le più comuni e i nativi americani le hanno utilizzate da almeno 10.000 anni.

Esse includono il guaritore, uomo o donna della medicina, o sciamano (sebbene alcuni ritengano che il termine sciamano sia inappropriato perché di origine europea), l'uso dell'erboristeria, di rituali di purificazione e il rituale della pittura di sabbia come fosse un mandala simile della tradizione buddhista nepalese. Secondo alcune leggende Navajo, come quella che segue, le pitture di sabbia con funzioni curative hanno una origine mistica e furono un dono elargito a un bambino:

"Un ragazzo Navajo stava camminando lungo il bordo di un lago quando fu trascinato nell'acqua: nuotava verso un pezzo di legno galleggiante, che era unito ad altri tre, formando così una croce sacra, la quale cominciò a ruotare creando un vortice che lo trascinò in fondo al lago. Senza che gli fosse fatto alcun male, gli furono donati modelli di pitture di sabbia, canzoni e preghiere rituali per trattare l'artrite e i reumatismi. Quando ebbe completamente imparato questi riti sacri, fu riportato sulla superficie del lago e gli fu permesso di ritornare dal suo popolo."

Le pitture di sabbia, come quella della leggenda, sono utilizzate dalla maggioranza delle tribù del deserto sud occidentale e in poche altre regioni della costa occidentale: in queste pitture secche di una bellezza complessa, ogni colore primario deriva da minerali naturali, da pietre polverizzate e da gemme semi preziose, dalla carbonella, dal polline o dalla farina di mais.

Tra le varie tribù, i Navajo, hanno sviluppato la più vasta gamma di pitture di sabbia, ben oltre il migliaio di esemplari, i pittori usano delicati colori per tracciare in modo preciso le forme di penne sacre, di nuvole, di sacchetti di medicina, di figure divine, di piante e di arcobaleni.

La creazione della pittura di sabbia è accompagnata da canti, che sono chiamati salmi o vie e il cantore Navajo è uno sciamano che conosce i canti da cerimonia per specifiche cure, tramandati oralmente e che fanno parte della sua esperienza. I guaritori nativi vanno oltre i semplici sintomi pe scoprire la radice della malattia, la cui guarigione non può essere scissa dal suo contenuto magico e spirituale ed è connessa al mondo naturale.

L'armonia è il tema che riguarda la salute: il benessere è percepito come equilibrio e la malattia come suo rovesciamento. L'equilibrio di una persona può essere perso a seguito di un dolore, di una tristezza o di una offesa personale; o ancora di uno squilibrio nell'ambiente naturale. Giungere alla guarigione significa valutare ciò che deve essere modificato per rispristinare l'equilibrio. La maggior parte dei linguaggi dei nativi americani non possiede una parola tradizionale per indicare la medicina, che infatti viene chiamata "il mistero".

La parola Navajo che indica la pittura di sabbia è iikaah che significa "il luogo dove il popolo santo viene e va"; poiché durante le cerimonie sono presenti potenti forze soprannaturali e solo lo sciamano o medicine man sa quanto tempo ci vorrà per guarire, quali erbe usare, quali pitture di sabbia e quali canzoni eseguire; il processo di guarigione è strettasmente legato alla sua visione raffigurata dalla pittura di sabbia e a particolari tecniche di respirazione, che aiutano il malato a entrare in risonanza con il flusso dell'armonia.

Le specifiche pratiche di guarigione differiscono da tribù a tribù e da guaritore a guaritore, esse dipendono anche dalla natura del paziente e dal disturbo, tuttavia le cause della malattia sono sempre considerate in modo da includere il passato di una persona, il suo stato mentale, le sue emozioni e il suo essere in armonia col ondo degli spiriti.

La pittura di sabbia deve essere creata tra l'alba e il tramonto, in un solo giorno e solitamente viene preparata sul pavimento di terra benedetto di un Hogan, la casa tradizionale a otto lati dei Navajo, la cui entrata è sempre orientata a est per indicare la venuta al mondo, dal mondo degli spiriti. Le pitture, estese e complesse, possono richiedere la presenza di quattro o più abili artisti che lavorano tutto il giorno per completare un intricato disegno della grandezza anche di 6 metri di diametro. La maggior parte tuttavia sono molto più piccole e possono essere fatte da un solo pittore.

I nativi americani considerano l'arte come un elemento della vita, non come una espressione estetica separata: la danza, la poesia, la scultura e le arti grafiche fanno parte del rituale a scopo curativo. Tutte le pitture di sabbia, chiamate tradizionalmente "sacri cerchi", presentano l'indicazione delle quattro direzioni, hanno una struttura circolare e un contorno che può essere quadrato. Il lato che guarda verso est e che corrisponde all'entrata dello hogan, viene lasciato sempre aperto.

Come nei mandala tibetani, l'orientamento della pittura nelle quattro direzioni è fondamentale per il processo di guarigione, se nei mandala tibetani ogni direzione corrisponde a un cancello del palazzo che, a sua volta, ha sue specifiche divinità, presso i Nativi americani, le quattro direzioni corrispondono a periodi della vita e allo scorrere delle stagioni.

Ogni direzione è inoltre collegata a un particolare colore: l'est è giallo, è la direzione dell'illuminazione e richiama la primavera, la nascita del giorno, le scoperte giovanili; il sud è verde, è la direzione della fiducia e dell'innnocenza, richiama l'estate, la pienezza, il mezzogiorno e l'età della procreazione; l'ovest è nero, è il luogo dell'introspezione, come l'autunno, il pomeriggio o l'età matura; il nord è bianco, è il luogo della saggezza, richiama la bianca coltre delle nevi, le lunghe oscurità notturne illuminate dalla luna e il ricco tesoro della saggezza.

Spesso vengono indicate anche le direzioni intermedie, anch'esse associate a colori simbolici; il nord ovest è turchese, il nord est è rosa, il sud ovest è rosso, il sud est arancio: ognuna di queste direzioni e il colore che la contraddistingue ha una qualità curativa.

Quando la pittura è terminata, il paziente entra nello hogan e siede al centro del disegno: alcuni pezzi dell'opera vengono messi sul corpo perché attraverso le divinità e le visioni dei sacri paesaggi, gli vengono donati forza ed energie terapeutiche. Il malato viene benedetto con farina di mais sacra e, mentre lo sciamano e la famiglia del malato cantano e pregano, la malattia è attirata nella sabbia colorata.

Quando lo sciamano ritiene che sia trascorso il tempo necessario, l'intera pittura viene distrutta, raccolta con una pala in un cesto o in un pezzo di pelle, portata verso est e abbandonata nel deserto, dove non può più nuocere a nessuno. Spesso il paziente ne tiene un pizzico nel sacchetto di medicina personale. Alcuni uniscono questo metodo tradizionale alle pratiche mediche convenzionali, ma per molti nativi americani questa è l'unica cura a cui si sottopongono. Il rituale della pittura di sabbia viene tenuto, di solito, il quinto giorno, in un periodo di cerimonie che dura nove giorni e che comprende anche rituali di purificazione nella tenda del sudore.

Le pitture di sabbia riprodotte su assi di fibre con la colla epossidica hanno anche influenzato uno stile nell'arte moderna contemporanea e sono oggetti molto ricercati. Una pittura simile, creata unicamente come oggetto artistico, non deve comunque mai copiare le pitture rituali, che sono investite di tremendi e misteriosi poteri. Oggi tra i Navajo, le pitture di sabbia sono ancora uno strumento importante nella cura di vari disturbi e i pittori Navajo contemporanei dedicano la maggior parte della loro vita a studiare e sperimentare questa arte per affinare il loro talento.

 

 

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